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Klover Ecompact

Klover: dedicata a chi ama vivere senza pensieri

Linea ECOMPACT di Klover: sicurezza e affidabilità

Solida, sicura, intelligente e certificata

Le caldaie a pellet serie ECOMPACT sono costruite con una solida struttura in acciaio, coibentazione in vermiculite e fibra di vetro. Le guarnizioni a tenuta ermetica e la sua particolare struttura garantiscono maggiore sicurezza ed efficienza di combustione anche in caso d’installazione dell’apparecchio in case di classe energetica superiore, così da ottimizzare i costi sul riscaldamento. La presenza del sistema d’accensione rapida al quarzo e della sonda di temperatura K, permettono accensioni fino a 6 volte più rapide rispetto a quelle tradizionali, assicurando una maggiore durata all’usura e una riduzione dei consumi energetici. La scheda elettronica di ultima generazione offre un totale controllo, efficienza e sicurezza dell’apparecchio, mentre il programmatore settimanale è utilizzabile per impostare fino a 4 programmazioni giornaliere differenti. La linea ECOMPACT presenta una classe di efficienza energetica A+ ed un rendimento stagionale conforme alle richieste ECODESIGN per l’anno 2022.

Installazione salva spazio

Tutti gli attacchi all’impianto sono sul top caldaia. Possibilità di scarico superiore e posteriore senza kit aggiuntivi.

Isolamento termico

Dispersione termica di 1,2°C/h garantita dall’isolamento del corpo caldaia con coibentazione in fibra di vetro, la quale crea una stabilità termica anche a fuoco spento per circa 16 ore. Una comune caldaia per mantenere la temperatura impostata esegue fasi d’accensione e spegnimento circa ogni 4 ore, mentre Ecompact ne esegue circa una ogni 16 ore. Ottimizzazione del 400% per una drastica riduzione dei consumi. Rispetto dei requisiti normativi sulla minimizzazione di accensioni e spegnimenti anche senza l’utilizzo di un puffer. Incentivi conto termico ai massimi livelli, coefficiente di calcolo 1,5.

Combustione ermetica

Il sistema braciere, completamente ermetico, consente una combustione pulita ottimizzando ulteriormente i consumi. Il flusso d’ossigeno concentrato previene le incrostazioni dello stesso nel tempo.

Turbolatori automatici

Autopulenti con il sistema automatico SUPER SILENT. Spirali con sagomatura speciale per slittamenti anti attrito ed antibloccaggio.

WIFI con WEBapp

Tramite una WEBapp si può gestire e monitorare la caldaia dallo smartphone o dal tablet.

Trovi anche Klover a Italia Legno Energia, dal 22 al 24 marzo 2019 alla fiera di Arezzo.

Aria Pulita

Aria Pulita: una scelta per il consumatore e per l’ambiente

Uno sforzo per migliorare la qualità dell’aria

Tecnologie sostenibili per aumentare la qualità dei sistemi di riscaldamento a biomassa

Le aziende produttrici di apparecchi domestici e caldaie stanno compiendo un grande sforzo nello sviluppo di tecnologie sostenibili per la qualità dell’aria. La certificazione Aria Pulita diventa una possibilità in più per offrire un’oggettiva distinzione qualitativa dei sistemi di riscaldamento. Verificandone l’idoneità ed assicurando specifiche prestazioni si contengono le emissioni atmosferiche. Si tratta dell’elemento chiave che ancora mancava nel percorso di miglioramento intrapreso dalle aziende del settore.

Uno schema di certificazione volontaria

Questa è la motivazione che ha condotto AIEL a creare lo schema di certificazione volontario Aria Pulita™. Sarà necessario sia a qualificare il settore, sia a quantificare in modo tangibile il contribuito che la combustione domestica delle biomasse può dare al miglioramento della qualità dell’aria. Il progetto di AIEL fonda le sue basi nella volontà di assicurare ai consumatori la possibilità di scegliere sistemi di riscaldamento affidabili in termini di emissioni di particolato. In questo modo si da anche un segnale alle istituzioni regionali e locali circa l’impegno dei costruttori nel mettere in commercio generatori caratterizzati da elevati standard qualitativi.

Cos’è Aria Pulita

Aria Pulita™ è uno schema di certificazione volontaria di parte seconda che si applica ad apparecchi domestici a legna e pellet e alle caldaie a biomassa fino a 35 kW di potenza.

  • È una certificazione di prodotto. Attesta cioè che un prodotto è stato sottoposto ai controlli necessari per verificarne la conformità rispetto a due principali requisiti: le emissioni e il rendimento;
  • È una certificazione volontaria. Si intende cioè che l’adesione ad Aria Pulita™ è prerogativa volontaria delle aziende che producono tali generatori di calore e delle aziende che li commercializzano apponendovi il proprio marchio
  • È una certificazione di parte seconda, è previsto cioè che siano degli organi di gestione indipendenti, esterni ai rapporti che intercorrono tra le organizzazioni interessate alla certificazione e i clienti finali, che operano al fine di assicurare alla collettività e al mercato la conformità ai requisiti descritti nello standard. In particolare la certificazione è emessa dal Comitato di Certificazione, composto da ENAMA, ENEA, LEGAMBIENTE e ADICONSUM, ovvero soggetti fortemente interessati e coinvolti negli ambiti della tutela ambientale, della qualità dell’aria e della salvaguardia dei consumatori a garanzia della loro serietà e imparzialità nel ricoprire il ruolo a cui sono chiamati. Il Comitato di Certificazione, coordinato da AIEL, delibera in merito alla qualità del prodotto oggetto di certificazione assumendosi la responsabilità nei confronti della collettività e dei consumatori finali.

Aria Pulita™, quindi, non è un’autodichiarazione, bensì una certificazione strutturata in organi di gestione e di controllo severo e imparziale dei prodotti e dei certificati emessi, e che nasce per contribuire a migliorare la qualità dell’aria, la salute e l’ambiente, basandosi su questi tre capisaldi: Trasparenza, Oggettività, Chiarezza.

Le stelle di Aria Pulita

La qualità dei prodotti è valutata sulla base dei livelli prestazionali espressi in termini rendimento (η) e di emissioni di particolato primario (PP), di composti organici totali (OGT), di ossido di azoto (NOx) di monossido di carbonio (CO). Coerentemente con i valori di questi livelli prestazionali, Aria Pulita™ attribuisce a ciascun generatore di calore certificato una classe di qualità identificata mediante un numero crescente di «stelle» variabile fino a un massimo di 4. Più sono le stelle, maggiore è il rendimento termico e minori sono i livelli emissivi. Infine, per ottenere l’attestato di certificazione Aria Pulita™, deve essere verificata l’appartenenza del prodotto a una classe non inferiore a 2 stelle. Infatti, nell’ottica di certificare prodotti di elevata qualità, Aria Pulita™ non concede l’ottenimento della certificazione se le prestazioni corrispondono alla prima classe di certificazione (a 1 stella).

Aria Pulita

Aria Pulita

Obiettivi della certificazione

Gli obiettivi di Aria Pulita™ sono:

  • favorire la trasparenza del mercato. Questo consentirà alle aziende di intraprendere un percorso di qualità e garantendo al consumatore di avere la consapevolezza di cosa sta acquistando.
  • Certificare l’impegno delle aziende costruttrici nell’innovazione tecnologica per mettere in commercio generatori di calore che garantiscano standard qualitativi elevati.
  • Aumentare nel futuro la qualità delle prestazioni degli apparecchi, per contribuire a migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente che ci circonda.

Come riconoscere un generatore certificato?

Su ogni generatore certificato è applicata l’etichetta identificativa di Aria Pulita™. In questo modo tutte le informazioni che definiscono il prodotto in termini di emissioni e rendimento saranno facilmente accessibili:

  • Le stelle indicano l’appartenenza alla classe di certificazione. Stufe e inserti a 4 stelle, sia a legna sia a pellet, garantiscono che le emissioni di polveri sono ridotte del 70% rispetto agli apparecchi a una sola stella.
  • Il QR code rimanda alla pagina del sito ufficiale certificazioneariapulita.it che elenca tutti i prodotti certificati.
  • Il numero di certificazione individua in modo univoco il prodotto nell’ambito della certificazione.

Perché scegliere Aria Pulita

Per le aziende costruttrici. Il principale punto di forza di Aria Pulita™ consiste nel non essere un’autodichiarazione, bensì una certificazione. Nel caso di un’autodichiarazione è l’azienda che applica direttamente un marchio di qualità e il consumatore deve fidarsi del rigore dell’impresa e dei parametri che impiega, non essendoci uno standard codificato di riferimento. Nella certificazione, viceversa, c’è l’adesione dell’azienda a uno standard. L’obiettivo ultimo della certificazione, quindi, è di infondere fiducia a tutte le parti coinvolte.

L’organismo certificatore

In questo caso, la credibilità dell’organismo che produce lo standard e la validità delle procedure adottate per stilarlo sono determinanti. Infatti, il valore della certificazione si misura sulla credibilità di una valutazione imparziale e competente, effettuata da un organismo indipendente. Visto lo stretto rapporto con l’utilizzatore finale, è il rivenditore a ricoprire questo ruolo. Si tratta di un passaggio fondamentale nella diffusione della conoscenza della certificazione Aria Pulita e nella comunicazione dei suoi vantaggi.

Una scelta diversa per i consumatori

Acquistare una stufa o un inserto Aria Pulita™ per il consumatore finale significa:

  • Scegliere un prodotto di qualità comprovata. Questo garantisce precisi livelli di emissioni e di rendimento. L’obiettivo è la salvaguardia della qualità dell’aria e il risparmio. A una maggiore efficienza degli apparecchi, corrisponde la riduzione dei consumi di biocombustibile legnoso (legna da ardere e pellet).
  • Accedere ai meccanismi incentivanti come il Conto Termico 2.0 e le detrazioni fiscali. Questo consentirà di risparmiare sull’investimento iniziale e danno un contributo importante per abbandonare sistemi di riscaldamento obsoleti e alimentati con le costose fonti fossili.
  • Affidare il comfort della propria casa e della propria famiglia al calore prodotto da una fonte di energia rinnovabile.
  • Garantirsi la sicurezza e l’affidabilità di funzionamento e bassi livelli di emissione di particolato nell’aria che solo un prodotto dotato di elevata tecnologia può avere.

Un trampolino per il miglioramento

Aria Pulita™ può a tutti gli effetti essere inserita nella categoria delle certificazioni ambientali che, spesso, costituiscono un trampolino per il miglioramento delle performance ambientali, gestionali e anche economiche delle imprese. Un elemento determinante nel cammino delle aziende verso la qualità intesa in senso più ampio, portando con sé vantaggi nei migliori rapporti con i consumatori, il territorio, la società e le pubbliche amministrazioni sia locali sia nazionali, acuendo l’attenzione alle richieste dei clienti, migliorando la reputazione e rafforzando la spinta all’innovazione, cuore della sostenibilità e della green economy.

#perunariapulita è l’hashtag ufficiale di Aria Pulita che verrà diffuso su tutti i mezzi di comunicazione di Italia Legno Energia, in programma alla Fiera di Arezzo dal 22 al 24 marzo 2019.

Infinity Ravelli

Ravelli: design e innovazione tecnologica

Le attività di Ricerca e Sviluppo massimizzano il concetto di Zero Philosophy

Risultati eccellenti anche dal punto di vista ambientale

Prosegue senza interruzioni il processo evolutivo della Ricerca e Sviluppo di Ravelli, specializzata nella produzione di stufe, termostufe, inserti, caldaie e cucine a pellet e a legna. La lunga tradizione che Ravelli vanta nel Design e nell’Innovazione ha permesso alla società di essere riconosciuta dal mercato come un’azienda ad alta vocazione tecnologica ed estetica.

Zero Philosophy

Esempio simbolico dell’approccio tecnologico è rappresentato dalla gamma “Zero Philosophy”. Stufe che uniscono una linea armoniosa con la sicurezza di una stufa ermetica, il comfort della convezione naturale e con la tecnologia del braciere autopulente. Si tratta di un brevetto aziendale che permette di evitare la pulizia quotidiana della stufa. Grazie alla ri-combustione delle ceneri, massimizza l’efficienza energetica riducendo il consumo di pellet e, soprattutto, le emissioni. Questo permette anche di ridurre notevolmente la quantità di cenere nel cassetto. Una stufa tradizionale dopo alcune ore di funzionamento necessita di interventi di pulizia manuale o con aspiraceneri a macchina fredda. Una stufa Ravelli dotata di braciere autopulente svolge le operazioni di pulizia e svuotamento del braciere in modo completamente automatico. La stufa si riavvia velocemente, conservando la temperatura ed il comfort dell’ambiente.

Infinity

Tra i modelli dotati di braciere autopulente il modello INFINITY. Con una moderna forma a clessidra, è una tra le poche stufe presenti sul mercato in grado di riscaldare sia attraverso il sistema a convezione naturale sia attraverso la canalizzazione. Questa doppia funzione assicura un calore confortevole e uniforme nell’ambiente di installazione e la possibilità di scaldare i locali attigui. INFINITY, come tutte le stufe Ravelli, si pone all’avanguardia anche in termini di salvaguardia ambientale. L’attenzione alla riduzione delle emissioni e l’alto rendimento, assicurano alla maggioranza dei prodotti la certificazione 4 stelle Aria Pulita. Ravelli lancerà a breve, una delle prime stufe che grazie ad un innovativo sistema brevettato potrà accedere alla classe 5 stelle. Inoltre, più dell’80% dei prodotti Ravelli accede all’incentivo Conto Termico.

Uno dei marchi leader a livello internazionale

Ravelli si conferma tra i leader internazionali nel settore del riscaldamento da fonti rinnovabili. L’azienda conta 20 anni di esperienza e una continua espansione nel mercato nazionale e estero che conta a oggi 42 paesi suddivisi in cinque continenti. Anche Ravelli sarà presente a Italia Legno Energia, alla Fiera di Arezzo dal 22 al 24 marzo 2019, a confermare l’impegno aziendale nel soddisfare le esigenze di una clientela in continua evoluzione e sempre più attenta al proprio benessere nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.

riscaldamento a biomassa

Italia Legno Energia, il punto sul riscaldamento a biomassa con i player del settore

Riscaldamento a biomassa: un mercato in salute

Un fatturato di 5 miliardi di euro

Attualmente 3,6 milioni di famiglie usano la biomassa legnosa per riscaldare la propria abitazione, come fonte di riscaldamento unica o prevalente. Con 14mila imprese attive sul territorio per un fatturato di 5 miliardi di euro, il mercato italiano è in salute, ben strutturato – da Nord a Sud – e ormai in grado di garantire prestazioni sempre più performanti e emissioni sempre più basse, con punte d’eccellenza sul fronte del design. Ma per superare la cattiva informazione che ancora oggi pesa sul comparto occorre una distribuzione tecnicamente più preparata.

Formazione, informazione e miglioramento tecnologico sono gli asset strategici su cui si muove il settore del riscaldamento a biomassa. Italia Legno Energia, organizzata da Piemmeti Spa alla Fiera di Arezzo, 22-24 marzo febbraio 2019, sarà l’occasione per riflettere sulle opportunità e gli sviluppi del comparto, che conta oltre 72mila impiegati (di cui 43mila diretti e 29mila legati all’indotto). Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni dei principali produttori italiani per fare il punto su questo mercato che, se da un lato vede sempre più consumatori scegliere stufe e caminetti a biomassa, dall’altro soffre ancora di una distribuzione a macchia di leopardo, fatta di rivenditori evoluti e preparati ma anche di addetti ‘riciclati’ o improvvisati.

La parola ai player del settore

La formazione dei rivenditori

Tutto ciò si inserisce in una rete che comunque è in salute e ampiamente diffusa anche al Sud Italia. Giovanni Scarlini, amministratore di AICO (in seno i due marchi Ravelli ed Elledi) – fa notare che “in molte regioni del Meridione, la stufa a pellet diventa l’elemento più facile da far funzionare al posto di un riscaldamento. E comunque al Sud, soprattutto nelle regioni appenniniche, ci sono molte case distaccate che hanno la possibilità di bruciare le biomasse. Si tratta di un’energia 100% rinnovabile, ma per diventare davvero un settore trainante, occorre agire su due piani. Sensibilizzare i clienti, per spingerli ad acquistare la stufa giusta e a fare la corretta manutenzione. Lavorare sulla formazione e la selezione dei rivenditori per ottenere i migliori risultati possibili sul fronte della promozione e delle vendite”. A questo pensiero fa eco quello dell’amministratore del Gruppo PalazzettiMarco Palazzetti: “Serve una distribuzione tecnicamente più informata perché oggi, accanto ai centri di eccellenza che fanno consulenza energetica per l’acquisto, c’è ancora chi ti dice di comprare una stufa solo perché è buona, vendendoti un prodotto che nel frattempo è cambiato da quattro generazioni”.

Risorsa Legno

Un’utile risposta in tal senso arriva da Risorsa Legno, “un progetto determinato a mettere ordine – spiega Gianni Ragusa, amministratore delegato de La Nordica Extraflame – che per la prima volta in assoluto racchiude tutti gli operatori della filiera completa (produttori di apparecchi domestici, di caldaie, produttori di combustibile) per una corretta comunicazione del settore”. Nata dalla volontà di un Comitato promotore (composto da aziende del comparto dell’energia generata dal legno, tra cui Piemmeti Spa), questa alleanza senza scopo di lucro punta infatti a far conoscere al Paese e all’opinione pubblica il valore e l’importanza del settore attraverso una grande campagna di comunicazione. “L’attenzione che si respira verso il nostro comparto è finalmente seria – dice fiducioso Andrea Ferraro, direttore generale di AMG S.p.A. ma va rafforzata attraverso una comunicazione a tutti i livelli. Ogni soggetto coinvolto nella filiera è ugualmente responsabile e deve dare il proprio contributo nel pieno rispetto delle regole, affinché il consumatore non cerchi scorciatoie e scelga di stare dalla parte delle certificazioni”.

Un mercato esigente

E se è assodato che oggi, come concordano tutti, il cliente finale richiede informazioni molto più approfondite rispetto al passato, è altrettanto certo che il mercato è ormai maturo e pronto per rispondere ad una domanda selettiva, che si aspetta macchine meno inquinanti ed economicamente più performanti. Senza tralasciare l’aspetto legato al design e all’evoluzione dell’offerta, come precisa Walter Breda, amministratore delegato di Mcz Group: “Il cliente si sta orientando sempre più su prodotti non solo performanti e funzionali, ma anche evoluti e belli da vedere. La stufa non è uno strumento per riscaldare, ma sempre più un oggetto da integrare esteticamente nelle nostre case e in grado di scaldare tre ambienti anche non comunicanti o alimentare l’impianto di termosifoni già esistente. Può inoltre essere gestita direttamente dal proprio smartphone dentro e fuori le mura domestiche e può avere dei sistemi di pulizia automatici che riducono drasticamente la manutenzione ordinaria”.

Cosa cerca il cliente

“I clienti odierni – chiarisce l’amministratore unico di Edilkamin, Stefano Borsatti – si dividono in due grandi categorie: quelli che cercano un generatore di calore che contribuisca significativamente all’economia domestica, trovando nella stufa a pellet la migliore risposta; e quelli che non solo vogliono trarre benefici economici da questa soluzione, ma che hanno da sempre considerato il focolare come un’unica e insostituibile fonte di benessere e forma di arredo. Tutti però vogliono ottenere la massima resa con la minima spesa”. Intento che oggi più che mai caratterizza il moderno mondo del riscaldamento a biomassa che concilia “risparmio, comodità e tecnologia”, sintetizza ancora Ferraro. “Il mercato ultimamente – continua Ragusa – si sta dimostrando più interessante. Ciò è dovuto anche al sistema incentivante, mi riferisco ad esempio al Conto Termico, sta pagando molto più di prima. Poi certamente lo sviluppo delle nuove apparecchiature, dei nuovi generatori stanno incentivando gli acquisti”.

Quando l’innovazione tecnologica premia

E’ quindi più premiante per le aziende “sviluppare nuove tecnologie – aggiunge Borsatti – attenzionando i temi ambientali e le recenti normative rigorose ad essi legati. Noi ci stiamo adoperando per rispondere a questa esigenza. Ricordo che il nostro settore entra a pieno titolo nell’ambito delle energie rinnovabili previste dalla Comunità Europea e che le quote attuali e future previste, per il nostro Paese, potranno essere raggiunte esclusivamente attraverso una necessaria implementazione dei nostri prodotti. Non vi è alternativa”. Oggi, ad esempio, ammontano a 25 milioni le tonnellate di CO2 risparmiate annualmente in Italia grazie alla sostituzione delle fonti fossili con le biomasse legnose.

Un passo verso la decarbonizzazione con il riscaldamento domestico a biomassa

Quello del riscaldamento domestico a biomassa, precisa Marco Palazzetti “rappresenta, a livello nazionale ed europeo un passo importante nella direzione dell’indipendenza dalle energie fossili che l’Europa si è posta come obiettivo, parimenti alla decarbonizzazione del settore del riscaldamento. Lo dico perché il processo di decarbonizzazione che l’Europa e quasi tutto il mondo ha firmato a Parigi sottintende l’investimento di tutte le forme energetiche che sono elettricità, trasporto e riscaldamento. In quest’ultimo settore noi abbiamo un ruolo molto importante, soprattutto sul fronte domestico perché noi siamo il modello di microgenerazione distribuita”.

Un modello che segue lo stesso principio del fotovoltaico sui tetti delle case: “Quest’ultima – precisa Palazzetti – è una forma di produzione distribuita di energia elettrica a livello di singole abitazioni. Esiste un equivalente per il combustibile dell’automobile? No. Esiste invece l’equivalente per il riscaldamento a fonti rinnovabili: siamo noi”. “La gente non sa che i prodotti di nuova generazione emettono fino a dieci volte in meno rispetto a prodotti tecnologicamente datati. Sto pensando ad esempio al vecchio camino aperto. Il solo turnover tecnologico potrebbe rappresentare una soluzione concreta al problema polveri: il mondo dell’auto insegna” – puntualizza Walter Breda .

Manutenzione, combustibile di qualità e corretta pulizia sono indispensabili

100% green quindi ma che necessita di manutenzione, di una corretta pulizia degli impianti e di combustibile di qualità, a partire dal pellet certificato. “Spesso il cliente – dice Scarlini – è convinto di poter fare una manutenzione annuale come avviene per le caldaie a gas. Invece, quando si lavora con la biomassa, bisogna avere molta più cura, soprattutto per le canne fumarie”. Parla invece di installazioni piratesche Borsatti, che raccomanda di evitarle. Sono dannose per l’ambiente e le proprie finanze.  Anche l’utilizzo della stufa per bruciare materiali più disparati non va bene. Si può incorrere in guasti irreparabili e rese molto basse con una notevole incidenza sui costi di gestione”.

Un bosco ben gestito

Senza dimenticare, aggiunge ancora Breda, “che una corretta manutenzione del bosco fa il bene del bosco stesso. Fa bene all’ambiente, crea posti di lavoro e ulteriore ricchezza per il nostro territorio”. La produzione di biocombustibili legnosi, secondo i dati di AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali, ha infatti mediamente una ricaduta occupazionale pari a 8,3 unità lavorative per milione di euro fatturato (contro le 0,5 per i derivati dalla raffinazione del petrolio) e la stessa incidenza del valore aggiunto della produzione di biocombustibili legnosi è 7 volte superiore rispetto a quella della produzione di petrolio. Un ettaro di bosco gestito genera in 300 anni un risparmio di CO2. Parliamo di dieci volte il risparmio ottenibile da una foresta “abbandonata”, grazie al suo uso come materiale da costruzione e come biocombustibile.

Cresce la coscienza ecologica

Per fortuna, dicono all’unanimità i player interpellati, sta crescendo la coscienza ecologica, il rispetto dei limiti posti dalle recenti normative e l’attenzione nella scelta dei prodotti e dei combustibili. Un atteggiamento positivo e diffuso che sembra avvicinare l’Italia ai modelli delle società nordiche, che storicamente e tradizionalmente incentivano l’utilizzo delle biomasse nel pieno rispetto dell’ambiente. E’ proprio quest’ultimo messaggio che sta a cuore a tutti gli attori di filiera: considerare la biomassa come qualcosa che inquina, spesso legata al mondo dei motori diesel e all’inquinamento delle città, è una convinzione errata e soprattutto dettata da un’informazione carente, confusa e comunque distorta. Il riscaldamento a biomasse ha colto da tempo la sfida della qualità dell’aria “mettendoci la faccia – conclude Palazzetti – anzi l’etichetta sopra, quella di AriaPulita”, la certificazione volontaria promossa da AIEL che contribuisce alla trasparenza del mercato, garantendo al consumatore la consapevolezza di cosa sta acquistando.

pellet

Riscaldare una casa di 100 m² con il pellet. Quanto costa? Quanto risparmio?

All’Italia il primato per il consumo di pellet

In Italia il pellet è molto usato nel riscaldamento domestico, più comunemente di quanto si pensi. Lo dicono i dati relativi al consumo nazionale che pongono il nostro Paese al primo posto in Europa per consumo di pellet nel settore residenziale, primato che l’Italia ha ormai da molti anni. Anche i consumi sono stati in tendenziale crescita in questi ultimi anni a dimostrazione della progressiva affermazione dell’uso di questo biocombustibile legnoso tra gli utilizzatori domestici. I motivi del successo del pellet sono riconducibili alla semplicità di impiego; infatti è possibile utilizzare un biocombustibile economico e contemporaneamente caratterizzato da elevato potere calorifico in sistemi di riscaldamento completamente automatici.

Ma cos’è il pellet?

Il pellet è un biocombustibile, usato prevalentemente per il riscaldamento, formato da piccoli cilindri di legno vergine pressato, con diametro di 6 mm e lunghezza variabile tra i 5 e i 40 mm. È prodotto attraverso un processo industriale che prevede essiccazione della segatura (scarto di lavorazione del legno) e il relativo compattamento per ottenere un prodotto che garantisce bassi tassi di umidità e di ceneri; grazie a questa lavorazione il pellet ha un contenuto energetico molto alto e a parità di volume produce molto più calore rispetto alla classica legna da ardere.

Un processo produttivo pulito

E’ importante sottolineare come il processo produttivo per ottenere il pellet non prevede assolutamente l’uso di colle o sostanze chimiche: durante l’operazione della pressatura, infatti, grazie alle elevate temperature raggiunte è la lignina, naturale componente del legno, che “si fonde” e funge da collante naturale per la segatura. Anche la normativa in vigore è molto chiara sul punto: secondo il dlgs 152/2006 per poter essere venduto il pellet deve essere prodotto con materia prima (segatura e trucioli) assolutamente vergine e non trattata chimicamente, né con vernici né con collanti.

Come riconoscere la qualità

Quando arriva il momento di acquistare il pellet per il riscaldamento della propria casa è importante saper riconoscere un prodotto di qualità e nel caso del pellet, non essendoci differenze facilmente riconoscibili “a occhio” nel prodotto, la differenza la fa il marchio di qualità ENplus. ENplus è la certificazione internazionale del pellet a garanzia che il prodotto sia controllato lungo tutta la filiera, dalla materia prima alla consegna, e che sia qualitativamente uguale (dal punto di vista chimico, fisico ed energetico) a prescindere dal Paese di provenienza. La certificazione ENplus prevede una classificazione di classi di qualità: A1 (la migliore), A2 e B.

Perché scegliere ENplus

Per la buona qualità dell’aria.

Scegliere pellet certificato ENplus per riscaldare la propria casa significa affidarsi a una fonte energetica che consente di emettere fino a 10 volte meno CO2 rispetto alle fonti fossili tradizionali e che riduce le emissioni di polveri sottili fino a 4 volte rispetto alle polveri emesse da stufe o caldaie che usano pellet non certificato.

Per risparmiare sul riscaldamento.

Il pellet per il riscaldamento domestico può essere utilizzato in una stufa, per il riscaldamento di una o più stanze di casa, o in una caldaia per il riscaldamento di tutta l’abitazione o anche di un intero condominio.

Quanto costa?

Per riscaldare una casa di 100 m² sono necessari, nell’arco di un anno, circa 12 MWh di energia (fonte: stime AIEL). Secondo le rilevazioni sui prezzi dei biocombustibili legnosi che AIEL svolge trimestralmente, per produrre 1 MWh di energia con il pellet il costo è pari a 65 euro (grafico 3).

Caldaia a pellet

Se si sceglie di riscaldare questi 100 m² con una caldaia a pellet ENplus, il costo per l’acquisto del biocombustibile rinnovabile è di 780 € per tutto l’inverno! Ciò consente un risparmio del 13% rispetto al metano, del 51% rispetto al gasolio, del 72% rispetto al gpl.

Tabella 1 – Costi di riscaldamento di una caldaia per 100 m²: confronto tra pellet, metano, gasolio, gpl

Tipo di caldaia Costo di riscaldamento Risparmio grazie al pellet
euro %
Caldaia a pellet 780 €
Caldaia a metano 900 € 120 € 13%
Caldaia a gasolio 1.584 € 804 € 51%
Caldaia a gpl 2.796 € 2.016 € 72%

Stufa a pellet

Se si sceglie, invece, di integrare l’impianto di riscaldamento esistente (a metano, gasolio o gpl) con una stufa a pellet a integrazione della caldaia esistente, e supponendo che la stufa contribuisca per il 50% al riscaldamento dell’abitazione, il costo per l’acquisto del biocombustibile legnoso diventa pari a 390 euro, valore che va a sommarsi al costo del combustibile necessario per l’alimentazione della caldaia: 450 euro nel caso del metano, 792 euro nel caso del gasolio e 1.398 euro nel caso del gpl. L’integrazione al 50% di una stufa a pellet con l’impianto di riscaldamento esistente a fonte fossile permette un risparmio del 6% sul riscaldamento totalmente a metano, del 25% sul riscaldamento totalmente a gasolio e del 36% sul riscaldamento totalmente a gpl.

Tabella 2 – Costi di riscaldamento per 100 m² di una stufa a pellet che integra metano, gasolio, gpl

Tipo di caldaia Costo pellet (stufa) Costo combustibile fossile (caldaia) Costo totale
di riscaldamento
Risparmio grazie al pellet
euro %
Stufa a pellet + caldaia a metano 390 € 450 € 804 € 60 € 7%
Stufa a pellet + caldaia a gasolio 390 € 792 € 1.182 € 402 € 25%
Stufa a pellet + caldaia a gpl 390 € 1.398 € 1.788 € 1.008 € 36%

Incentivi per acquistare una stufa a pellet

Il risparmio sulla bolletta energetica grazie al pellet quindi non è male, considerando che esistono delle agevolazioni all’acquisto di una stufa alimentata con questo biocombustibile legnoso: le detrazioni fiscali oppure il Conto Termico 2.0. Il Conto Termico è un incentivo statale che promuove gli interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. In particolare per quanto riguarda il settore delle biomasse legnose il Conto Termico incentiva la sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con moderni generatori a biomassa legnosa (tra cui anche le stufe a pellet) prevedendo una maggiorazione dell’incentivo quanto migliori sono le performance emissive del nuovo generatore. L’incentivo del Conto Termico può arrivare a coprire fino al 65% dell’investimento necessario a sostituire una stufa obsoleta con una tecnologica e di moderna concezione e viene erogato tramite bonifico bancario.

Pellet sfuso ENplus consegnato in autobotte

Nel caso in cui la scelta del sistema di riscaldamento domestico ricada su una caldaia automatica a pellet, è interessante sapere che questo biocombustibile legnoso è commercializzato non solo in sacchi da 15 kg, ma anche tramite autobotte, il cui impiego si presta nel caso in cui si abbia bisogno di grossi rifornimenti, per alimentare un deposito di biocombustibile al servizio di una caldaia che riscalda un’abitazione o anche un intero condominio. Come nel caso di gasolio e gpl, anche il pellet certificato ENplus può essere distribuito in autobotte con una sola precisazione: anche l’autobotte deve essere certificata ENplus! In questo modo si estende la garanzia ENplus anche al mezzo di trasporto del prodotto certificato, che avrà quindi le stesse caratteristiche del pellet distribuito in sacchi da 15 kg.

Autobotti certificate

L’autobotte certificata è adibita esclusivamente alla consegna del pellet sfuso ENplus e ha caratteristiche tecniche che garantiscono di mantenere inalterata la qualità del pellet durante il trasporto e lo scarico nel deposito, e di determinare in modo preciso la quantità di pellet scaricato. Inoltre il conducente dell’autobotte non è un semplice autista ma un vero e proprio professionista qualificato che ha seguito un corso di formazione specifico organizzato da AIEL e accreditato dal sistema ENplus.

Le regole di trasporto

Il trasporto e la fornitura di pellet sfuso ENplus con autobotte certificata prevedono procedure e regole precise. Il conducente ENplus deve:

  • assicurarsi che la caldaia sia spenta
  • ispezionare il locale di stoccaggio prima di scaricare verificando che siano rispettati i requisiti di sicurezza
  • prelevare a ogni consegna un campione di pellet che il proprietario dell’impianto è tenuto a conservare
  • rilasciare a fine rifornimento al proprietario dell’impianto due documenti cartacei: scontrino e checklist compilata

In questo modo con il rifornimento a domicilio di pellet sfuso ENplus si ha la garanzia del prodotto certificato, consegnato in sicurezza da un professionista qualificato con la comodità di effettuare un solo rifornimento all’anno.

Francesca Maito, Annalisa Paniz – AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali)